Cinque consigli per combattere lo stress da lavoro

Il lavoro è la parte della nostra vita che tipicamente ci causa maggiore stress. È un ambiente complesso che coinvolge persone di differente estrazione e ruolo, fattori economici e tempo (solitamente molto) impegnato in attività che non sempre riflettono le nostre passioni. Essere stressati nel pensare alle pressioni del proprio lavoro o alle insoddisfazioni che proviamo è cosa abbastanza comune e non sempre di facile soluzione, soprattutto quando il nostro ruolo ha responsabilità effettive.

In generale, lo stress deriva solitamente da una condizione di eccessivo coinvolgimento emotivo, e lo si può combattere attraverso un cambio di prospettiva: se la dimensione lavorativa sta prendendo troppo spazio nei nostri pensieri, è il momento di ragionare razionalmente su quanto davvero il lavoro ci rappresenti, su qual è il peso del lavoro all’interno della nostra identità. Se si affronta il problema con lucidità, una trasformazione delle nostre sensazioni e una riduzione dello stress sono possibili.

Se senti di essere in un periodo di particolare stress lavorativo e provi il bisogno di risolvere il problema o cambiare qualcosa al più presto, in modo da vivere meglio, un life coach è il professionista più indicato per dare una svolta precisa alla tua vita. Contattami e parliamone insieme.

Di seguito vedremo insieme cinque consigli generali da seguire per ridurre la nostra propensione allo stress lavorativo.

  • Crea un distacco tra te e il lavoro che fai: a parte casi particolari in cui abbiamo davvero dedicato (sacrificato?) la nostra intera vita per il lavoro o per una specifica attività imprenditoriale, noi non siamo il lavoro che facciamo. Il lavoro è solo un tassello di un mosaico più grande che rappresenta la nostra identità e include famiglia, amore, passioni, talenti, hobby, relazioni con gli altri. Quando il lavoro sta opprimendo in maniera eccessiva la nostra mente, iniziamo a ragionare in maniera rigida e lucida: noi ci rechiamo al posto di lavoro per svolgere una mansione per cui siamo pagati. Diamo il nostro tempo, facciamo del nostro meglio durante quel tempo e, non appena il tempo è terminato, torniamo a casa e veniamo pagati per questo. Alla fine è tutto qui. Il primo passo per non annegare nello stress da lavoro è mantenere questo distacco: io sono una persona dalle tante dimensioni, il lavoro è solo una delle tante attività che svolgo. Se il lavoro ci fa sentire inadeguati, o se il nostro capo ci sta dando pressioni eccessive, non dimentichiamoci mai che la cosa si limita a un ambito specifico della nostra vita e non riguarda il giudizio (prima di tutto nostro) di noi come persone nella nostra interezza. Stiamo attenti a non identificarci eccessivamente col nostro lavoro o lo stress può andare fuori controllo. Considerate il seguente paradosso: se prendete in mano per la prima volta un cubo di Rubik e scoprite di non essere in grado di risolverlo, la cosa vi porterà stress e pensieri fino a tarda sera? No, perché la vostra abilità nel risolvere il cubo ha un’incidenza limitata nello specchio della vostra identità. Il lavoro avrà anche un’incidenza maggiore (semplicemente perché ci dedichiamo più tempo delle nostre vite) ma il rapporto di forza è esattamente lo stesso: io non sono il mio lavoro. Io esco dal mio ufficio e posso dedicarmi alle dimensioni della mia vita che mi rendono felice. Questo ovviamente implica un altro suggerimento fondamentale: non trascuriamo le altre dimensioni della nostra identità in nome del lavoro. Più la nostra vita è ricca e distribuita nelle varie sfere personali, più difficile è per una singola sfera stressare la nostra mente.
  • Concentrati su una sola cosa per volta: ci hanno convinto che il multitasking sia una condizione necessaria della vita moderna, specialmente lavorativa, e siamo portati a credere che fare due o più cose contemporaneamente significa essere più produttivi. Niente di più sbagliato. Fare più cose allo stesso tempo significa forzare la nostra mente a fare male due cose invece che farne bene una. Significa anche non rispettare la dignità delle attività che stiamo svolgendo, come se non meritassero la nostra piena attenzione. Il miglior modo di combattere lo stress quando abbiamo molte cose da fare sulla nostra scrivania, è affrontare una cosa per volta in modo analitico, rifiutando le distrazioni, sforzandoci di dire “no” o “adesso non posso” se qualcuno di chiede di fare qualcos’altro e rimuovendo gli alert che possono distrarci, come le condizioni ambientali o le notifiche della nostra email. Una volta allenati all’agire in questo modo gli effetti saranno immediati: ci sentiremo più efficaci, vedremo i nostri sforzi come meglio sostenibili a lungo termine e saremo più in pace con noi stessi.
  • Tieni traccia delle cose in sospeso: ci capita spesso di mettere la sera la testa sul cuscino e iniziare a scorrere mentalmente le cose da fare l’indomani, le mail da mandare, gli argomenti da affrontare coi colleghi, e finiamo per perdere importanti ore di sonno? Se sì, forse il vero problema non è che abbiamo tante cose a cui pensare, ma che ci sentiamo costretti a riepilogarle regolarmente a mente per non rischiare di dimenticarci qualcosa di importante. Per evitare questa sensazione, c’è un metodo semplicissimo: scrivere in maniera chiara le cose che vanno fatte. Possiamo farlo su carta o su una nota digitale sul computer, su una lavagnetta nella scrivania o su un file di testo. Quando una nuova cosa da fare arriva, invece di iniziare a pensarci subito la scriviamo lì, sicuri che non potremo più dimenticarla. Quando finisce la nostra giornata lavorativa, tracciamo lì le cose non portate a termine e riepiloghiamo le cose da fare l’indomani. Una volta scritte, automaticamente la nostra mente è libera di non pensarci più. Non abbiamo bisogno di tenere il contatto cognitivo costante con le nostre attività lavorative. Fuori dal lavoro possiamo concentrarci sulle nostre vite, e a letto possiamo dormire senza pressioni. L’indomani torneremo in ufficio e la nostra lavagnetta sarà nuovamente lì, a ricordarci cosa è il momento di affrontare ora che il tempo è arrivato.
  • Migliora l’ambiente e i ritmi di lavoro: le condizioni a contorno sono importanti. Cerchiamo di essere sempre in grado di osservare analiticamente i fattori che possono causarci stress e cerchiamo di capire se è possibile risolverli. Se coi tempi moderni stiamo lavorando sempre più spesso a casa e le naturali attività domestiche ci distraggono, forse è il caso di trovare un bar in cui poter dedicare almeno un paio d’ore concentrate esclusivamente sul lavoro. Se l’ufficio è troppo rumoroso, forse il nostro capo o il dipartimento delle risorse umane dovrebbe occuparsi del problema. Ancora più importante, restiamo sempre vigili sui ritmi e i tempi di lavoro che ci vengono richiesti. Perché esistono limiti oltre i quali non si lavora più in modo sano, ritmi che non si possono sostenere a lungo termine. E questo non deve farci sentire in colpa, perché non dipende da un nostro limite: è una cosa che vale per tutti, è del tutto naturale e sollevare obiezioni quando ci è richiesto uno sforzo eccessivo non significa “fare i lavativi”, ma esattamente il contrario: significa prendere sul serio l’efficacia e la sostenibilità delle nostre attività lavorative e assicurarsi che possiamo svolgerle in maniera efficace e salutare sempre. Ogni sacrificio fatto da questo punto di vista lo paghiamo in termini di stanchezza, che può portare a errori all’interno delle nostre mansioni e a possibili crolli che ci impedirebbero di continuare a lavorare in futuro. Senza contare il fatto che se siamo troppo stanchi, non possiamo essere efficaci una volta usciti dal lavoro. E, come dicevamo sopra, la nostra vita fuori dal lavoro è altrettanto (se non più) importante del lavoro che svolgiamo.
  • Rispetta i confini delle tue responsabilità: un fattore molto comune che ci causa stress a lavoro è la sensazione che se non facciamo quello sforzo aggiuntivo, se non sacrifichiamo quelle ore (o settimane) in più col nostro contributo personale, gli effetti sull’azienda possono essere consistenti. È un meccanismo tipico che i leader delle grandi aziende innescano sulle persone con una naturale senso di responsabilità per ottenere da loro il massimo: il tuo ruolo richiede un sforzo aggiuntivo e se non lo fai il business ne può risentire. Quando sentite questo tipo di pressioni, fermatevi un attimo e riflettere se davvero il ruolo per cui siete pagati implica una responsabilità tanto diretta sulle sorti economiche dell’azienda. Nella maggior parte dei casi non è così, e il carico di lavoro eccessivo che vi stanno dando è una precisa decisione aziendale di sfruttare al massimo le risorse disponibili (invece di assumerne nuove), o un’incapacità strategica di stimare il numero adeguato di persone per mantenere l’attività in salute, o peggio ancora un puro stratagemma per ridurre i costi. Se sentite di essere in questa situazione, rifiutatevi semplicemente di stare al gioco. È una forma di rispetto per il lavoro nella sua accezione più generale, e più nello specifico per il vostro ruolo. La responsabilità che vi stanno chiedendo risiede probabilmente sulle spalle di qualcuno gerarchicamente sopra di voi, che dovrebbe gestire meglio risorse e pianificazione, e non è vostro compito prendervela. Ancora una volta, non è egoismo o pigrizia. È rispetto: se inizio a fare quello che qualcun altro dovrebbe fare, non sto rispettando il ruolo che l’azienda ha dato a me e all’altro, e se le dinamiche quotidiane mi spingono a farlo bisogna mandare un segnale ai vertici che qualcosa non sta funzionando. Ricordatevi: la salute di un’azienda la si misura nel modo in cui la propria organizzazione è robusta e sostenibile. Niente di quello che stiamo descrivendo è sinonimo di robustezza e sostenibilità.

Tenere sotto controllo lo stress da lavoro non è cosa facile per nessuno. Non sorprendetevi dunque se scoprite che è una di quelle cose che non riuscite a fare da soli. Non sentitevi in colpa a dover chiedere aiuto: mantenere lo stress a livelli accettabili è fondamentale per vivere bene e gli ambienti lavorativi sono spesso troppo complessi per riuscirci con le sole nostre forze. Chiedete aiuto a un buon life coach e potreste scoprire che bastano poche, semplici ristrutturazioni di pensiero, più un paio di azioni da mettere in pratica, per affrontare la vita in modo completamente diverso.

Pubblicato da Carlo Affatigato

Mi piace pensare di poter essere una voce amica che possa guidarti nel realizzare le tue naturali aspirazioni. Sono un life coach professionale, un motivatore e un appassionato di psicologia e mindfulness. Dopo anni di esperienza nel coordinamento di gruppi e persone nell’ambito lavorativo, ho deciso di mettere al servizio degli altri la mia passione per la crescita e il miglioramento personale. Contattami via mail o whatsapp

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