Come superare la fine di una relazione: alcuni consigli pratici

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Lasciarsi alle spalle una storia d’amore può essere una delle cose più difficili che siamo portati a fare nella nostra vita. Perché è naturale per tutti noi investire una gran parte della nostra vita e della nostra dimensione personale nella dimensione di coppia, soprattutto in una relazione stabile. Perché vedersi come metà di una coppia, di una relazione sentimentale, è un istinto naturale umano e risponde all’innato bisogno di amare ed essere amati proprio di tutti noi. E perché spesso, in maniera istintiva, quasi involontaria, vediamo la fine di una relazione d’amore come un fallimento personale.

Per questo è il momento in cui mille domande si affacciano nella nostra testa. Circondate da dubbi e timori, emozioni contrastanti, sensazioni di smarrimento. È il momento più naturale in cui tutti noi abbiamo bisogno d’aiuto, soprattutto quando le incertezze e i turbini emotivi sovraccaricano la nostra vita interiore. Tornare a una normalità emotiva e pratica, e alla sensazione di riavere in mano la nostra vita per intero, può richiedere del tempo e a volte può essere necessaria una guida esperta per far luce nel cammino verso il nuovo equilibrio. Ma resta comunque un obiettivo possibile e pienamente alla nostra portata, se ci si fissa un tempo ragionevole e si opera, cognitivamente e praticamente, nel modo giusto.

Da life coach, le difficoltà emotive e pratiche legate alla fine di una relazione sentimentale rappresentano la situazione più comune in cui opero. Se senti di vivere un momento di crisi personale a seguito della fine di una relazione, contattami e parliamone: vedremo insieme come ritrovare la dimensione individuale di benessere il più presto possibile, spesso anche in tempi molto brevi, come già successo ad alcuni miei clienti in questa stessa situazione.

Ognuno di noi ha una storia personale unica e diversa dalle altre, dunque il percorso di ritorno alla normalità è per forza qualcosa di differente caso per caso. Per questo, se senti di aver bisogno di un aiuto dedicato, il consiglio migliore è di fare in modo che una figura esperta ti segua per qualche tempo. Può però essere utile tenere presenti alcuni suggerimenti generali, che aiutano a lavorare su noi stessi e si applicano alla maggior parte dei casi. Vediamoli insieme:

  • Non abbiate fretta: siete appena usciti/e da una storia d’amore durata due anni, o magari cinque o dieci, e un mese dopo vi sentite ancora sotto un treno e non intendete perdere un giorno di più? È naturale. Ma dovete portare un po’ di pazienza. Accettate questa fase come un periodo fisiologico necessario, una fase estremamente utile per ripartire nel modo giusto, ricostruendo il nostro amor proprio, la fiducia in noi stessi e il controllo della nostra dimensione personale. Anche perché (e questo si applica a tutte le fasi di difficoltà) imporsi più fretta del necessario di solito crea un grosso ostacolo che rallenta la ripresa della normalità: genera ansia e frustrazione, due emozioni che tolgono energia utile per andare avanti. Quanto deve durare questo periodo di stasi? Non esiste una risposta precisa. Alcuni indicano come orizzonte possibile un periodo lungo la metà di quanto è durata la relazione (quindi se la storia è durata due anni, il momento di ripresa durerebbe un anno), ma la maggior parte delle persone ci mette molto meno. Voi però non prendetelo come un periodo che deve durare il meno possibile. Al contrario, fatene l’uso migliore e concentratevi su quanto di buono potete costruire in questo periodo. 
  • Concentratevi su voi stessi: il periodo successivo alla fine di una relazione è un prezioso momento di riflessione personale. Un periodo in cui i pensieri e le emozioni devono trovare un equilibrio, in cui la consapevolezza deve raggiungere un livello successivo per prepararci a quel che verrà in futuro. Nell’ottica di un percorso di vita lungo ed efficace, è questo il momento più utile per costruire la relazione sentimentale felice che verrà. Preparandosi in modo opportuno, ragionando sui nostri bisogni, evitando di iniziare una ricerca spasmodica del prossimo partner per colmare vuoti interiori che in realtà dovremmo prima imparare a gestire da soli. Distrarsi di tanto in tanto è ovviamente importante per non cedere troppo agli effetti collaterali della tristezza, ma toglietevi dalla testa di superare efficacemente questo periodo gettandovi subito nelle braccia di un’altra relazione, seria o passeggera che sia: la ricostruzione del vostro equilibrio personale deve essere protetta da influenze esterne che possono confondere o alternarne la naturale efficacia.
  • Riprendete in mano i vostri spazi e i vostri tempi: questo è un ottimo modo per concentrarsi su qualcosa di pratico che dia la sensazione di riprendere il controllo completo di noi stessi. All’interno di una relazione, è normalissimo che gli spazi e i tempi comuni conquistino una parte consistente delle nostre vite, parte che una volta single sentiamo come un vuoto pesante da gestire. È il momento di riempire nuovamente quegli spazi. Ragionando sulla nostra natura, capendo cosa ci fa stare bene come individui singoli e permettendo alla nostra vita di riflettere la nostra personalità. Diamo spazio alle nostre passioni, ai nostri piaceri personali. Riscopriamo noi stessi. E sempre in un’ottica di azione pratica, è utile puntare un obiettivo concreto di benessere personale e metterlo in pratica. Può essere dare spazio strutturato e regolare a una nostra passione, fare un corso, cambiare qualcosa nella nostra vita lavorativa o privata. È il periodo migliore per dare seguito pratico ai propositi di cambiamento che avevamo da tempo.
  • Contenete il bisogno di risposte: il periodo immediatamente successivo alla fine di una relazione è un momento in cui inevitabilmente mille domande si affacciano sulla nostra testa. È del tutto naturale, ed è anche un segno importante del corretto funzionamento della nostra mente, perché rappresenta il nostro modo di ottenere degli insegnamenti da quanto successo. È però anche fondamentale non ostinarsi a volere a tutti i costi una risposta. Perché nella maggior parte dei casi una risposta chiara e al di là di qualsiasi ragionevole dubbio non potrà mai arrivare. Ci si può confrontare con gli altri, accumulare opinioni, magari anche giudizi esperti, ma nessuno sarà mai in grado di fugare le incertezze che quelle domande sottendono. Piuttosto, stabilite voi qual è la risposta che vi fa stare meglio, quella che soddisfa meglio i vostri dubbi e vi sembra più probabile, e fermatevi a quella. La ricerca di risposte è in ogni caso un processo che nella vita non finisce mai, quindi non bloccatevi in questa fase. Amate il vostro istinto a farvi domande, ma non dimenticatevi di andare avanti nello stesso tempo.

La riconquista di noi stessi dopo la fine di una relazione può essere un periodo complicato, ma può anche trasformarsi in un eccitante percorso di risalita e ricostruzione della nostra personalità nella sua interezza, dando spazio ai nostri bisogni di realizzazione e soddisfazione personale che tanto spesso trascuriamo in nome di ciò che gli altri ci chiedono. Cerchiamo dunque di ricavare il meglio da questo necessario periodo di pausa in cui nessuno (noi compresi) dovrebbe aspettarsi un’uscita frettolosa e scomposta. Dedichiamoci il tempo necessario e godiamoci i possibili frutti. E se non è chiaro in che modo capitalizzare questa fase, rivolgersi a un buon life coach può essere la scelta più importante che possiate fare in questo momento.

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Pubblicato da Carlo Affatigato

Mi chiamo Carlo Affatigato e mi piace pensare di poter essere una voce amica che possa guidarti nel realizzare le tue naturali aspirazioni e uscire dalle situazioni di crisi. Sono un life coach professionale, un motivatore, un esperto di psicologia positiva e autorealizzazione. Dopo anni di esperienza nel coordinamento di gruppi e persone in ambito lavorativo, ho deciso di mettere al servizio degli altri la mia passione per la crescita e il miglioramento personale.

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