Il pensiero positivo: ecco come ci rende più efficaci

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Il pensiero positivo è il migliore alleato quando si tratta di affrontare gli ostacoli della vita quotidiana. Aiuta a focalizzare le energie in modo efficace, ad aumentare la consapevolezza di noi stessi e a raggiungere i nostri obiettivi in maniera più semplice. Fa vivere meglio, fa stare bene con noi stessi e si autoalimenta: più stiamo bene, più siamo portati a generare pensieri positivi che ci aiuteranno a sentirci ancora meglio. E lo si può allenare come se si trattasse di fare sport, attraverso una serie di pratiche specifiche, alcune delle quali spiegate in questo articolo.

Esistono due tipi di pensiero positivo. Uno superficiale, che punta a motivare la persona a prescindere da ogni cosa e convincerla di essere capace di tutto, e uno più profondo, che ragiona in maniera logica sul perché in certe situazioni perdiamo la fiducia in noi stessi e mette in discussione le nostre false convinzioni in modo da ristabilire una prospettiva equilibrata e basata su fatti reali. Come è facile immaginare, il secondo quello più efficace, capace di cambiare in maniera netta il nostro approccio alla vita e acquisire un atteggiamento che porterà benefici permanenti.

Se senti di essere soggetto a pensieri negativi e insoddisfazioni che ti fanno sentire inefficace nella vita, parlare con un esperto di pensiero positivo potrebbe essere la scelta più importante che puoi fare in questo momento. Contattami, parliamo insieme delle difficoltà che stai affrontando e impariamo come gestirle con l’atteggiamento migliore.

Solitamente per sviluppare il pensiero positivo legato a un problema specifico occorre un lavoro dedicato, che possiamo intraprendere insieme. Di seguito, però, puoi trovare una serie di suggerimenti generali che possono esserti utili in qualsiasi situazione problematica che stiamo affrontando. Vediamoli insieme:

  • Distingui il problema in sé dalla convinzione negativa: quando ci sentiamo abbattuti relativamente a una situazione problematica, tutto è confuso nella nostra testa e non è facile distinguere il problema reale dall’effetto che ha sui nostri pensieri. Un esercizio che occorre fare in questi casi è distinguere il problema dalle conseguenze che ha nella nostra mente. È sempre possibile destrutturare la situazione problematica in tre dimensioni: problema, convinzioni, conseguenze. Il problema presenta i fatti nudi e crudi, che vanno distinti da ogni forma di giudizio che normalmente emerge in maniera naturale nella nostra mente; le convinzioni sono il modo in cui interpretiamo i fatti mentalmente, attraverso l’uso di ragionamenti automatici, giudizi, credenze e convinzioni che spesso sono false, o che comunque si possono sempre mettere in discussione; le conseguenze sono gli effetti che la nostra interpretazione dei fatti ha avuto su di noi, in termini di emozioni provate e comportamenti intrapresi. Distinguere i fatti realmente accaduti dalle convinzioni (e dai giudizi ad esse legati) e dalle conseguenze (incluse le emozioni che proviamo) è il primo passo per affrontare ogni problema in termini di causa-effetto nelle nostre vite. Una volta destrutturato, ogni parte può essere affrontata in maniera più semplice.
  • Interrompi la sequenza di pensieri negativi: per quelli tra noi particolarmente portati a ragionare sulle cose, può venire istintivo sviluppare una catena di pensieri pessimisti disfunzionali dalle conseguenze negative. Sequenze mentali che bloccano l’azione, ci rendono nervosi, provocano ansia e in generale ci rendono meno efficaci. Il segreto è riconoscere di essere nel pieno di quel tipo di flusso mentale. Perché una volta riconosciuti quel tipo di pensieri, interromperlo può essere una cosa piuttosto semplice da mettere in pratica, distraendo la mente e spostandola verso qualcosa di completamente diverso. A volte può essere necessaria un’azione pratica di rottura, come alzarsi in piedi, battere le mani di fronte ai nostri occhi e dire “stop!”, oppure dedicarsi a una pratica che cattura la nostra mente in maniera positiva, come dedicarci a una nostra passione o parlare con un amico. In caso ci venga il dubbio che allontanando quei pensieri negativi rischiamo di tralasciare qualcosa di importante, può essere utile prendere nota di ciò che vogliamo tenere presente e scriverlo da qualche parte, in modo da poterlo riaffrontare in un secondo momento. Ma in generale, il rischio più probabile non è di non pensarci abbastanza, ma di pensarci troppo, proprio per la natura ricorrente che quei pensieri hanno. I nostri sforzi dunque possono concentrarsi senza sensi di colpa nell’interrompere quella catena di pensieri e dedicarci a qualcosa di più utile.
  • Metti in discussione le convinzioni che ti bloccano: ogni pensiero che sta ostacolando il flusso naturale delle nostre azioni può essere affrontato con calma, pazienza e rigore logico. Prima di tutto, bisogna verificarne la solidità dal punto di vista dei fatti: quella convinzione è verificabile nella nostra esperienza? O è possibile trovare dei fatti, delle situazioni che la contraddicono? Nella maggior parte dei casi, ragionando in maniera lucida diventa facile trovare fatti che la smontano in partenza. Mentre ci ragioniamo, possiamo chiederci se esistono spiegazioni alternative ai fatti che hanno generato quella convinzione, e durante tutto il processo dobbiamo sempre crederci se non stiamo catastrofizzando le conclusioni, chiedendoci in maniera onesta se la sequenza di pensieri generata dai fatti è effettivamente proporzionata ai fatti stessi. In ultima istanza, dobbiamo sempre cercare di trattenere solo quello che ci è utile: quasi sempre una convinzione che blocca la fluidità delle nostre azioni non ci è utile e in questo modo diventa facile convincersi ad abbandonarla in favore di spiegazioni alternative più efficaci.
  • Confrontati con qualcuno di cui ti fidi: dato l’alto coinvolgimento emotivo in cui siamo di fronte a quel tipo di problemi e l’altissima soggettività che entra in gioco in questi casi, sfidare il proprio pensiero attraverso il confronto con qualcun altro diventa fondamentale. Bisogna scegliere bene la persona giusta, però: deve essere qualcuno di cui ti fidi senza ombra di dubbio, qualcuno che sicuramente vuole aiutarti sopra ogni cosa, che ti conosce bene e non vorrebbe mai che tu facessi qualcosa contro i tuoi stessi interessi. Rientrano in questa categoria i familiari, i partner e i buoni amici. E ovviamente i professionisti delle relazioni di aiuto efficace, come un buon life coach che ti segue nell’affrontare le complicazioni della vita. Questi ultimi solitamente hanno un’efficacia molto maggiore, perché il confronto con loro segue tecniche cognitive specifiche orientate espressamente a migliorare l’efficacia dell’azione e del pensiero.

Il suggerimento in generale è dunque quello di riconoscere i casi in cui la negatività sta danneggiando la nostra vita e affrontare la cosa in maniera logica e razionale. Chiedere aiuto in questi casi è una scelta decisiva: da life coach posso aiutarti in maniera diretta ed efficace ad affrontare i problemi nella maniera migliore, con risultati spesso anche immediati. Contattami e scopri come una sessione di coaching dedicata potrebbe darti la svolta di cui avevi bisogno.

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Pubblicato da Carlo Affatigato

Mi chiamo Carlo Affatigato e mi piace pensare di poter essere una voce amica che possa guidarti nel realizzare le tue naturali aspirazioni e uscire dalle situazioni di crisi. Sono un life coach professionale, un motivatore, un esperto di psicologia positiva e autorealizzazione. Dopo anni di esperienza nel coordinamento di gruppi e persone in ambito lavorativo, ho deciso di mettere al servizio degli altri la mia passione per la crescita e il miglioramento personale.

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